Castello d’Empuries, villaggio medievale catalano

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Antiche mura di Castello d'Empuries © Jordan Lessona

Antiche mura di Castello d'Empuries © Jordan Lessona

Riflesse nel ruscello del mulino, le antiche mura di Castello d’Empuries scorrono lente sino a dove la terra catalana ne inghiotte acqua e memoria. Un tragitto breve per raccontare che questo paese spagnolo, nella provincia di Girona, fu in passato capitale ricca e prospera.

Nel XI secolo, lasciata la vecchia dimora, i conti d’Empuries si trasferirono qui e trasformarono il luogo in una meraviglia architettonica: i loro resti sono patrimonio conservato e amato dagli abitanti del villaggio a pochi chilometri dalla Costa Brava.

Ed è così che, zigzagando tra le vecchie vie acciottolate, cerco di scoprire Castello d’Empuries: dalla piazza principale dove ieri c’era il municipio e oggi l’ufficio turistico raggiungo la chiesa di Santa Maria.

Conosciuta come la cattedrale di Empordà, è considerata il secondo edificio religioso più importante della regione dopo quello di Girona: consacrata il 9 settembre del 1064, quando la sua foggia era ancora romana, fu poi rivista di gotico nel XIII secolo.

Camminando la sua ombra, entro in quella della torre quadrata – l’unica delle antiche mura di Castello d’Empuries – e poi la Grande Casa. Realizzata solo di cocci di pietra, è tra i più bei esempi di arte gotica catalana.

Da lì proseguo verso la fabbrica di farina più antica nella regione di Girona e della Catalogna, e arrivo al lavatoio. Ieri vecchia zona pubblica per lavare i panni costruita vicino al convento distrutto di San Francesco, è oggi una zona rilassante.

Sotto i suoi portici che ricordano un antico chiostro con l’atrio, gli abitanti di Castello d’Empuries si trovano per scambiare quattro chiacchiere e ascoltare l’acqua del ruscello gorgogliare.

Superato il vecchio convento di Santa Chiara, attrvareso il tempo e la strade ed entro nell’antico quartiere ebraico del paese. Dopo la Disputa di Tortosa (1414-1415) e le conseguenti conversioni forzate, della comunità giudaica non resta più nessuno.

Passati il convento di Santa Maddalena e il palazzo dei conti di Castello d’Empuries, vado nella Curia y prisión. Costruito intorno 1336, questo edificio gotico ha integrato due delle funzioni della città medievale: sede della corte e della prigione dove ci sono ancora molti graffiti fatti dai prigionieri.

Quasi alla periferia del paese, vedo poi il Ponte Vecchio: le sue sette arcate hanno forma irregolare. Secondo leggenda tramandata, ogni arco è stato costruito in un anno: quelli più grandi rappresentano i periodi di raccolta migliori, quelli più piccoli i peggiori.

Camminando invece verso il Ponte Nuovo, per tornare sui miei passi, ammiro la Torre carlista: realizzata nella seconda metà del XIX secolo dai soldati del reggimento di Toledo, per rinnovare le fortificazioni contro i cartisti, è oggi una delle attrattive del luogo.

Così come il Parque Natural de las Marismas del Ampurdán: il 57,4 per cento dei suoi 4370 ettari si trova nel territorio di Castello d’Empuries. La zona naturale ha una grande importanza per la flora e la fauna degli stagni e delle paludi e anche per le spiagge e i canali.

Prima di lasciare il paese, torno dove il mio giro per scoprilo era iniziato: riflesse nel ruscello del mulino, le antiche mura di Castello d’Empuries scorrono lente sino a dove la terra catalana ne inghiotte acqua ma non più la memoria che adesso mi appartiene.

Per approfondire:
Wikipedia

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