Torre umana di Vilafranca, brivido catalano

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Torre Umana di Vilafranca, Catalogna © Jordan Lessona

Torre Umana di Vilafranca, Catalogna © Jordan Lessona

Tremante, la mano si allunga nella notte e tocca il cielo. Un sorriso dolce, e la bambina scende la schiena di chi l’ha spinta lassù: sul vertice aguzzo della torre umana di Vilafranca del Penedès, comune spagnolo nella comunità autonoma della Catalogna.

Quello cui assistito dalla terrazza di Cal Figarot, sede storica dell’associazione locale che vanta 400 membri, è un allenamento – essenziale per raggiungere la perfezione di un’antica tradizione che il 16 novembre 2010 l’Unesco ha proclamato patrimonio immateriale dell’Umanità.

Nel guardarlo, l’emozione è diventata brivido sin da quando, nello slargo del cortile, le prime persone del gruppo fondato nel 1948 si sono strette a sé e hanno formato la base della torre umana: un rettangolo colorato a cui ogni minuto se ne sono aggiunti altri più alti e stretti.

Vertice della Torre Umana di Vilafranca © Jordan Lessona

Vertice della Torre Umana di Vilafranca © Jordan Lessona

È così che si realizza Il Castell (castello in catalano), una “scala” fatta da colles castelleres, le associazioni composte da centinaia di uomini, donne e bambini che durante la stagione castelliera alzano (carregar) e poi smontano (descarregar) queste costruzioni particolari la cui altezza massima può raggiungere i nove-dieci piani.

Sviluppatasi nel XVIII secolo, nel Penedès e nella comarca di Tarragona, la tradizione della torre umana si è poi diffusa in tutta la Catalogna. Nata come esibizione folcloristica per le feste religiose, negli ultimi anni è diventata una vera e propria competizione.

Squadre vestite dei loro colori sociali, si sfidano nelle diades castelleres: le esibizioni castelliere hanno regole codificate e sono arbitrate da giudici. Per ogni gara viene assegnato un punteggio: serve a compilare la classifica generale che laurea ogni anno la migliore formazione.

Prima di cimentarsi nelle gare, i castelleres indossano la Camisa, la camicia, del colore che contraddistingue la colla; i Pantaló, i pantaloni bianchi; la Faixa, la fascia nera per i castellers e rossa per i neofiti; l’Espardenyes, la calzatura classica del casteller; e il Mocador,il fazzoletto, triangolare e dalla classica colorazione rossa a puntini bianchi.

Poi recitano il loro motto: Força, forza; Equilibri, equilibrio; Valor, coraggio; e Seny: giudizio. Infine raggiungono la piazza o il cortile, come questa sera, e iniziano a costruire la torre umana.

Mentre la bambina scende quella di Vilafranca, mi alzo in piedi, emozionato e incredulo, ad applaudire come non ho mai fatto prima.

Per approfondire:
Wikipedia

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